Radio Story

Sebbene lo strumento della web radio sia diametralmente differente sotto l’aspetto fisico e tecnologico, è d’obbligo fare un breve excursus sulla storia di quello che concettualmente ne è “la madre” e che nel secolo scorso ha rivoluzionato la comunicazione nel mondo, la radio. L’invenzione della radio è frutto di una serie di esperimenti tenuti alla fine dell’Ottocento e dalle ricerche di Hertz, Branly e Lodge e dell’italiano Righi, che avevano dimostrato l’esistenza delle onde elettromagnetiche descritte da Maxwell. Guglielmo Marconi nel 1895, a soli ventun’anni, riuscì a trasmettere un segnale in codice Morse ( il telegrafo senza fili in altre parole) a circa due chilometri di distanza dalla villa di famiglia a Pontecchio, vicino a Bologna, mandando il segnale al di là della collina dei Celestini, di fronte al suo laboratorio. Sperimentare la trasmissione del segnale radio a distanza divenne l’ossessione di Marconi, che si trasferì nel 1896 in Inghilterra per brevettare la sua invenzione con il titolo di “Miglioramenti nell’Emettere Impulsi Elettrici e Segnali ed in Apparato allegato” e, in effetti, nella parola “miglioramenti” c’è tanto significato visto che usò le diverse tecniche di vari altri sperimentatori (compreso Tesla) e assomigliasse molto allo strumento già sperimentato da altri (fra cui Popov).

Comunque sia, sulla paternità dell’invenzione di questo strumento, che si è dimostrato essere rivoluzionario sia dal punto di vista sociologico che tecnologico, la storia è indubbiamente appassionante e, oggettivamente, non univoca. Va accennata una sentenza della corte statunitense in cui viene sancito che il primo a riuscirci fu Nikola Tesla nel 1893 in una conferenza pubblica a Saint Louis, nel Missouri. Secondo la corte, anche se detta sentenza va detto che non è riconosciuta in ambito internazionale, l’apparato che Tesla usò conteneva tutti gli elementi che erano incorporati nei sistemi radio prima della sviluppo della “valvola termoionica”. L’opinione mondiale conserva la certezza, dimostrata da libri e da documentazione storica, che prova che l’inventore della radio intesa come strumento capace di inviare suoni umani e musiche, fu Julio Cervera Baviera che, secondo recenti ricerche, trasmise la voce umana senza fili da nel 1902 tra Alicante ed Ibiza e perciò sviluppò la radio undici anni prima di Marconi. È vero che Marconi ha inventato il telegrafo senza fili ed è vero che alle 12:30 dell’ora locale britannica del 12 dicembre 1901 fu il primo ad inviare una trasmissione fra due continenti, ma essa era in codice Morse e quindi si trattava di uno strumento per trasmettere i segnali, senza nessun suono.

Riguardo la storia su Tesla invece, vi è da fare alcune precisazioni; innanzitutto il presunto apparato costruito da Tesla, non è mai riuscito a trasmettere né a ricevere segnali e, va ripetuto, la sentenza è stata emessa dagli U.S.A. e non viene riconosciuta da nessun altro stato non U.S.A. Tuttavia, va tenuto a mente che 15 anni prima di Marconi e 4 anni prima Julio Cervera, Nikola Tesla aveva già fatto diversi spettacoli e pubblicazioni sui principi della radio. Dopo la contesa sul brevetto Marconi, Nikola Tesla andò in tribunale con Marconi per vincere la causa davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti e così diventò l’inventore dei principi della radio. E in tutto questo intreccio di nomi e di rivendicazioni, non si è parlato del canadese Reginald Fessenden che, come riportano più testi, il 23 dicembre 1900 riuscì a trasmettere a circa un chilometro e mezzo di distanza, un breve messaggio vocale: “Uno, due, tre, quattro, nevica lì dove siete voi signor Thiesen? Se sì, volete telegrafarmi?”…