Il podcast

Si sa, viviamo in un’epoca convulsa, in una continua evoluzione accelerata dal progresso tecnologico. In questo contesto anche i due strumenti principe della comunicazione che hanno contraddistinto il secolo scorso, hanno subito notevoli stravolgimenti ed il modo di ascoltare la radio e guardare la Tv è, oggi, cambiato.

Sembrano lontani un secolo i tempi in cui ci si metteva a programmare la registrazione di una trasmissione da salvare in una VHS o ci si sintonizzava alla propria stazione radio preferita con il mangianastri pronto a salvare quella determinata puntata e, in effetti, con l’avvento del podcasting, tutto questo è ormai storia. Si infatti, perché la musica, i programmi e tutti i contenuti multimediali oggi si possono scaricare in qualsiasi momento, gratuitamente e con l’utilizzo di una sola connessione.

In altre parole, qualsiasi contenuto multimediale, anche foto, video, appunti o le diverse combinazione di questi elementi possono essere condivisi su internet. Tutto questo è il Podcast, un termine nato dall’unione di iPod e Broadcasting, che ha avuto i suoi inizi di utilizzo fin dal 2004 per facilitare il modo di ascoltare la musica in formato mp3 e che adesso, perfezionato e diffusissimo, è diventato il protagonista assoluto della comunicazione 2.0..

Grazie al podcast si può scaricare una trasmissione radio o video o qualsiasi contenuto digitale che viene immesso in rete dal suo proprietario, per mezzo di un semplice codice che rende il materiale disponibile per chiunque e per qualunque uso. I file si possono poi copiare, consultare in un secondo momento o trasferire nella memoria di un dispositivo portatile.

Quindi, senza l’ausilio di uno specifico sistema operativo o di un browser, se si ha voglia di ascoltare una puntata di un particolare programma radiofonico o televisivo, una canzone, un’intervista o anche una lezione universitaria, si può fare sul sito della radio, della tv o dell’istituzione particolare che li ha trasmessi, fruendone sul proprio PC, o scaricando il tutto sul proprio dispositivo, sia esso uno smartphone, un lettore mp3 o altro. Ormai tutte le radio, i canali televisivi, i partiti politici e perfino i singoli personaggi famosi diffondono i loro contenuti con il podcasting. Ma anche milioni di utenti indipendenti.
Quello che serve per usufruire del podcast è semplicemente l’installazione di un software aggregatore (o client) grazie al quale è possibile abbonarsi, senza alcun costo, ai singoli siti fornitori di podcast che pubblicano il materiale che può essere scaricato.

Il podcasting è, per essere più tecnici, un sistema che permette di scaricare in modo automatico documenti chiamati podcast, utilizzando un programma (“client“) generalmente gratuito chiamato aggregatore o feed reader.

Un podcast è perciò un file (generalmente audio o video), messo a disposizione su Internet per chiunque si abboni ad una trasmissione periodica e scaricabile automaticamente da un apposito programma, chiamato aggregatore, e si basa sui feed RSS.

Per ricevere un podcast sono necessari:

  • un qualsiasi supporto connesso ad internet (un PC, ad esempio)
  • un programma client apposito (spesso gratuiti)
  • un abbonamento presso un fornitore di podcast (spesso gratuiti)

Un podcast, citando uno degli articoli di riferimento a questa introduzione, funziona come “un abbonamento ad una pubblicazione periodica” e, utilizzando la metafora de “La mente mente” possiamo così sintetizzare il tutto: il supporto connesso ad Internet è la cassetta postale, il client è il postino, e il fornitore di podcast è la casa editrice. L’abbonato riceve regolarmente le pubblicazioni, e può ascoltarle o vederle nella modalità e nei tempi che gli sono più congeniali.

Per fruire del podcasting è innanzitutto necessario installare un semplice software gratuito, il più utilizzato è, anche per questioni storiche, iTunes , ma stanno prendendo piede altre piattaforme, fra cui Juice e Doppler, per citarne alcune. Una volta fatto questo passo si può procedere selezionando i podcast di interesse. Il software, con la frequenza decisa dall’utente, si collega ad Internet e controlla quali file sono stati pubblicati dai siti ai quali si è abbonati: se ne trova di nuovi, li scarica. La notifica della pubblicazione di nuove edizioni avviene tramite un feed RSS scambiato tra il sito del produttore e il programma dell’utente.

Ma come scegliere a quali podcast “abbonarsi” e quali semplicemente scoprire. Vi sono diversi siti, fra gli altri citiamo www.ipodder.org, che fungono da directory per migliaia di podcast classificati in ordine alfabetico, per autore o in base ai contenuti, inoltre, se si vuole essere più specifici, andando sui siti delle singole radio o dei canali televisivi, o quelli più specifici relativi ad una Facoltà o ad un’istituzione politica, si potranno trovare anche lì i podcast.

Da sottolineare infine l’aspetto che i podcast potranno essere ascoltati in ogni momento poiché la copia del file, una volta scaricata automaticamente, rimane sul computer dell’abbonato. In tal modo non si rende necessaria alcuna operazione attiva da parte dell’utente. Inoltre, a differenza delle radio on line in streaming, i podcast non richiedono necessariamente un collegamento ad internet durante la fase di ascolto, ma solo in fase di download: ciò permette di fruire dei podcast anche off-line o in condizioni di mobilità. Detto ciò, e avendo dato gli strumenti per un più cosciente “primo contatto”, non resta che augurare una buona scelta del proprio palinsesto personalizzato.